Servizio · SOC gestito e MDR
SOC gestito e MDR: detection e response 24/7
Un SOC che opera dall'Italia 24 ore su 24 su Google SecOps, con l'intelligence di Mandiant e SentinelOne sugli endpoint. Detection, indagine e contenimento gestiti per il mid-market, senza costruire un team interno e senza lock-in.
SOC operativo dall'Italia 24/7 · analisti in Italia, dati in EU
In breve
Cos'è un SOC gestito (e cos'è l'MDR)
Un SOC gestito è un Security Operations Center erogato come servizio: un team esterno raccoglie e correla i log della tua infrastruttura, filtra gli allarmi, indaga su quelli veri e contiene l'attacco, 24 ore su 24. L'MDR (Managed Detection and Response) è lo stesso modello visto dal risultato: compri detection e response funzionanti, non una console in più. Lo trovi anche come SOC as a service o cybersecurity gestita.
- Detection e response gestite 24/7, dall'Italia
- Google SecOps, Mandiant e SentinelOne, nessun lock-in
- Un riferimento dedicato che parla italiano
- Meno alert, più decisioni: allarmi già verificati
A chi serve
Per chi è pensato
Mid-market regolamentato
Telco, finance, iGaming, manifatturiero: settori dove un incidente ferma servizi o produzione e ha un impatto reale su business e reputazione.
Chi non ha un team security interno
Copertura 24/7 senza assumere analisti, comprare licenze e organizzare turni di notte e nel weekend. Il tuo IT resta sulle operazioni di tutti i giorni.
Soggetti NIS2 e DORA
NIS2 e DORA chiedono gestione degli incidenti e notifiche in tempi stretti. Detection, logging e gestione degli incidenti li copriamo e li documentiamo.
Cosa include
Cosa gestiamo per te
Tecnologie tier-1 scelte e gestite end to end: il SIEM dove arrivano i log, l'endpoint dove si contiene, il cloud e la superficie esterna da cui spesso si entra.
SIEM, detection e intelligence
Correlazione degli eventi su Google SecOps, regole di detection scritte sul tuo ambiente, intelligence Mandiant e threat hunting. Alert qualificati, non una coda di rumore.
GOOGLE SECOPS · MANDIANTEndpoint e XDR
Detection e risposta su endpoint e server, con isolamento della macchina compromessa e contenimento delle minacce in tempo reale.
SENTINELONECloud e superficie d'attacco
Visibilità su configurazioni cloud e identità, pentest automatici e monitoraggio della superficie esterna: vediamo la tua azienda come la vede un attaccante.
WIZ · HORIZON3 · DETECTIFYCome funziona
Dall'assessment al presidio 24/7
Assessment
Una call di 30 minuti, poi la fotografia di asset, fonti di log, superficie d'attacco e gap di copertura. Il report resta tuo.
Onboarding e tuning
Colleghiamo le fonti, scriviamo le detection sul tuo contesto, riduciamo i falsi positivi e concordiamo i playbook di risposta. Di solito poche settimane.
Presidio 24/7
Il SOC monitora, indaga e contiene. Ricevi report mensili con i KPI di postura e hai un riferimento dedicato, non una coda di ticket.
SOC gestito e MDR: cosa sapere prima di scegliere
SOC gestito, MDR, SOC as a service: di cosa parliamo
Un SOC gestito è un Security Operations Center che non costruisci in casa: lo eroga un partner, con le sue persone, i suoi processi e una piattaforma che raccoglie i log della tua infrastruttura. Il risultato che compri è semplice da dire: qualcuno si accorge di un attacco, verifica che sia vero, lo contiene e ti spiega cosa è successo, a qualsiasi ora.
Le sigle che trovi nelle offerte descrivono lo stesso modello da angoli diversi:
- SOC as a service mette l'accento sulla forma contrattuale: il centro operativo diventa un servizio a canone.
- MDR, Managed Detection and Response, mette l'accento sull'esito: detection e response funzionanti, non una console da guardare. Cosa include e quando è ancora presto per attivarlo è in MDR: cos'è e quando serve davvero.
- Cybersecurity gestita è il termine più largo, e spesso comprende anche pentest e gestione della postura cloud.
Quello che le sigle non dicono è cosa c'è sotto. Il SIEM è lo strumento che raccoglie e correla i log, il SOC è il team che lo fa lavorare, l'MDR è il pacchetto che li unisce: la distinzione è spiegata in MDR vs SIEM vs SOC. Allo stesso modo EDR e XDR sono tecnologie, mentre l'MDR è chi le presidia al posto tuo (EDR, XDR e MDR: le differenze). Se parti da zero, cosa fa un SOC, chi ci lavora e con quali metriche si misura è in cos'è un SOC.
Cosa è cambiato nel 2026: conta il tempo, non lo strumento
Un SOC si giudica da due numeri: quanto ci mette ad accorgersi di un attacco e quanto ci mette a fermarlo. I dati pubblicati quest'anno spiegano perché questi due numeri pesano più del catalogo di tecnologie.
- Il dwell time mediano globale è salito a 14 giorni, dagli 11 dell'edizione precedente, secondo Mandiant M-Trends 2026, che analizza le indagini Mandiant del 2025. È il tempo in cui un attaccante resta dentro prima di essere scoperto.
- Il passaggio di mano tra chi entra e chi colpisce si è ridotto a 22 secondi. Nel 2022 il tempo mediano tra l'accesso iniziale e la consegna a un secondo gruppo, per esempio di ransomware, superava le 8 ore (stesso report). Un alert minore alle 3 di notte può essere l'inizio di un attacco serio.
- Nel 52% delle indagini del 2025 le organizzazioni si sono accorte da sole dell'attività malevola, contro il 43% del 2024. La visibilità interna migliora, ma quasi un caso su due resta segnalato da qualcun altro.
- In Italia, chi fa un uso estensivo di AI e security automation identifica una violazione in media in 123 giorni, contro i 145 di chi non le usa, e chi usa queste tecnologie la contiene in 44 giorni invece di 65, secondo il comunicato IBM Italia sul Cost of a Data Breach 2026. Lo stesso comunicato indica in 3,55 milioni di euro il costo medio di una violazione in Italia.
La distanza tra questi numeri è la finestra in cui l'attaccante lavora indisturbato. Le metriche si leggono così: il dwell time misura la permanenza, il MTTR il tempo di risposta, e quanto tempo serve per accorgersi di un attacco mette in fila il percorso completo.
C'è poi un problema che nasce dentro il SOC stesso: l'alert fatigue. Quando gli allarmi superano la capacità di leggerli, quello vero finisce in coda dietro a quelli che non lo sono. Non si risolve aggiungendo strumenti, si risolve con calibrazione, correlazione e presidio continuo: lo spieghiamo in alert fatigue nel SOC.
SOC interno, gestito o ibrido: come si decide
La domanda vera non è quale fornitore scegliere, ma se costruire la capacità o acquistarla. Un SOC interno dà controllo diretto e conoscenza profonda del contesto. Il prezzo è la matematica dei turni: coprire 24 ore su 24, sette giorni su sette, senza buchi richiede una rotazione di circa sei analisti, che secondo le stime di mercato vale 400.000-600.000 euro l'anno di solo personale, prima di strumenti e formazione.
Il secondo ostacolo è trovare le persone. Nel comunicato IBM 2026, per l'Italia, la carenza di personale qualificato in sicurezza è il fattore che pesa di più sul costo di una violazione, con un impatto di 199.100 euro. Un SOC interno sottodimensionato non è un SOC più economico: è un SOC con le notti scoperte.
Le strade realistiche sono tre:
- Interno, se il perimetro è ampio, hai già competenze di security operations e puoi reggere un costo fisso importante e mesi di messa a regime.
- Gestito, se l'IT è piccolo e già pieno di lavoro, ti serve copertura continua in tempi brevi e preferisci un canone a un organico da costruire.
- Ibrido, se hai uno o due specialisti: presidiano di giorno, quando la conoscenza del contesto conta di più, e il partner copre notti, weekend e picchi.
Il confronto completo, con i segnali che spingono da una parte o dall'altra, è in SOC interno vs gestito. Che lavoro fanno le persone dentro un SOC, livello per livello, lo racconta cosa fa un SOC analyst. E se ti manca la figura che governa la sicurezza, prima ancora di chi la presidia, vale la pena leggere CISO as a service.
NIS2 e DORA: cosa c'entra il SOC con gli obblighi
Né la NIS2 né DORA impongono di comprare un SOC. Chiedono però capacità che senza un presidio continuo sono difficili da dimostrare a un'autorità o a un auditor.
NIS2: gestione degli incidenti e notifiche in 24 e 72 ore
Il D.Lgs. 138/2024, che recepisce la NIS2 in Italia, mette la gestione degli incidenti tra gli elementi minimi delle misure di sicurezza dei soggetti essenziali e importanti (art. 24, comma 2, lettera b). L'art. 25, comma 5, fissa poi la sequenza verso il CSIRT Italia per gli incidenti significativi:
- una pre-notifica entro 24 ore da quando il soggetto è venuto a conoscenza dell'incidente;
- una notifica entro 72 ore, che aggiorna la pre-notifica con una valutazione iniziale di gravità e impatto e, ove disponibili, gli indicatori di compromissione;
- una relazione finale entro un mese dalla notifica, con la causa originale e le misure di attenuazione adottate.
Il punto operativo sta nella formula del decreto: il termine decorre "da quando sono venuti a conoscenza dell'incidente significativo". Per stare nelle 24 ore con informazioni utili servono qualcuno che si accorga dell'incidente, una cronologia degli eventi e gli indicatori di compromissione: è il lavoro quotidiano di un SOC. Chi notifica, con quali strumenti e con quali criteri di significatività è spiegato in notifica degli incidenti NIS2 e in referente CSIRT.
C'è un secondo aggancio, meno visto: tra gli stessi elementi minimi c'è la sicurezza della catena di approvvigionamento (art. 24, comma 2, lettera d). Un fornitore di SOC accede a log e sistemi critici, quindi va valutato e contrattualizzato con la stessa cura, come spieghiamo in third party risk management. Per il quadro completo degli obblighi c'è la pagina NIS2.
DORA: individuazione e gestione degli incidenti ICT
Per banche, assicurazioni, SGR, istituti di pagamento e di moneta elettronica, e per gli altri soggetti finanziari elencati all'art. 2, il riferimento è il Regolamento (UE) 2022/2554. L'art. 10 chiede meccanismi per individuare tempestivamente le attività anomale e risorse sufficienti per monitorare anomalie, incidenti e attacchi informatici; l'art. 17 un processo per individuare, gestire e notificare gli incidenti connessi alle TIC; l'art. 19 la segnalazione dei gravi incidenti all'autorità competente. Il quadro d'insieme è nella guida a DORA.
Come lavoriamo: dall'assessment al presidio 24/7
Il nostro SOC opera dall'Italia, 24 ore su 24, con analisti in Italia e dati trattati in EU. Siamo Managed Security Service Provider autorizzato di Google Cloud SecOps e SentinelOne. Il percorso ha tre fasi.
1. Assessment
Si parte da una call di 30 minuti con il nostro team tecnico. Segue un assessment gratuito: mappiamo asset, fonti di log, superficie d'attacco e gap di copertura, e definiamo quali minacce contano per il tuo settore. Il report resta tuo, anche se decidi di non proseguire.
2. Onboarding e tuning
Colleghiamo le fonti alla piattaforma, scriviamo le regole di detection sul tuo ambiente, riduciamo i falsi positivi e concordiamo i playbook di risposta, compreso cosa possiamo contenere in autonomia e quando ti chiamiamo prima. L'onboarding tipico richiede poche settimane: il tempo dipende soprattutto da quante fonti vanno collegate.
3. Presidio 24/7
Il SOC monitora, indaga, contiene e fa threat hunting. La presa in carico si misura in minuti, non in ore. Ricevi report mensili con i KPI di postura e hai un riferimento dedicato, non una coda di ticket.
Lo stack
- Google SecOps come piattaforma. Google la descrive come un'esperienza unificata di SIEM, SOAR e threat intelligence, con 12 mesi di retention dei dati a caldo già nel pacchetto Standard. Cos'è e come funziona è in Google SecOps: cos'è e come funziona.
- Mandiant per l'intelligence sulle minacce, integrata nel lavoro di detection e di indagine.
- SentinelOne su endpoint e server, per isolare la macchina compromessa e contenere l'attacco.
- Wiz per la postura del cloud e delle identità, i cui rischi arrivano nel SIEM (come, lo spiega Wiz e Google SecOps), più Horizon3 e Detectify per pentest automatici e superficie esterna.
Sopra la piattaforma lavora l'approccio Agentic SOC: agenti AI che accelerano triage e prime verifiche, analisti che prendono le decisioni che contano. Meno alert, più decisioni. E la retention conta più di quanto sembri: M-Trends 2026 cita minacce come BRICKSTORM con permanenze vicine ai 400 giorni, e osserva che una conservazione dei log di 90 giorni lascia senza visibilità sul vettore d'ingresso.
Cosa serve da parte tua
Un SOC gestito non è una delega a scatola chiusa. Per partire bene servono poche cose, ma servono davvero:
- Un referente interno con l'autorità di decidere durante un incidente, e un suo sostituto raggiungibile.
- Accesso alle fonti: endpoint, Active Directory o identity provider, firewall, cloud, posta. Ogni fonte che resta fuori è un angolo cieco.
- Un inventario degli asset, anche imperfetto: sapere quali sistemi sono critici decide le priorità del triage.
- Le regole d'ingaggio: cosa il SOC può isolare senza chiamarti, chi va chiamato di notte e in che ordine.
- Le fondamenta: MFA, backup testati e patch management. Il monitoraggio moltiplica il valore di queste misure, non le sostituisce.
Se una di queste voci manca, non è un motivo per rimandare: è il primo punto del piano che esce dall'assessment.
Se hai già un SIEM: QRadar, Splunk, Sentinel
Molte aziende arrivano al SOC gestito con un SIEM già in casa. Le strade sono due: tenerlo e farlo presidiare, oppure cogliere il momento per migrare. Per chi è su QRadar la domanda è ormai concreta, e le opzioni sono messe in fila in QRadar end of life: cosa fare.
Una migrazione verso Google SecOps fatta bene segue cinque fasi: inventario di fonti e detection, mapping dei log sul modello dati UDM, riscrittura delle regole in YARA-L, parallel run con i due sistemi accesi, cutover. La regola che non si tratta: il vecchio SIEM si spegne per ultimo, dopo aver verificato che il nuovo vede davvero gli attacchi. Il percorso fase per fase è in migrare da QRadar a Google SecOps, i fattori di costo in quanto costa una migrazione SIEM.
Se sul tavolo c'è anche Microsoft Sentinel, sono due piattaforme solide con modelli diversi di costo e di integrazione: il confronto sui criteri è in Google SecOps vs Microsoft Sentinel. E se il dubbio è se ti serve un SIEM o basta raccogliere i log, parti da log management vs SIEM.
Errori comuni e come scegliere il partner
Nelle offerte di SOC gestito gli errori si ripetono, e quasi tutti nascono dal confrontare la cosa sbagliata.
- Confrontare i canoni invece degli SLA. Chiedi tempo di presa in carico e tempo di contenimento, come si misurano e quando parte il cronometro. È il metro che conta.
- Comprare allerta, non risposta. Una mail alle 3 di notte non è detection and response. Chiedi cosa succede dopo l'alert, chi lo fa e con quali autorizzazioni.
- Un 24/7 solo sulla carta. Fuori orario ci sono analisti al lavoro o solo notifiche automatiche?
- Dati e regole prigionieri. Di chi sono log, detection e playbook se cambi fornitore? Il piano d'uscita si concorda prima di entrare.
- Onboarding senza tuning. Un servizio che non calibra le regole sul tuo ambiente eredita lo stesso rumore, solo su un'altra coda.
- Trascurare lingua e contesto. Durante un incidente si parla con direzione, legali e a volte con il CSIRT Italia: conta un interlocutore che conosce NIS2 e DORA e lavora nel tuo fuso orario.
Una checklist più ampia, valida per qualunque fornitore di sicurezza, è in come scegliere un'azienda di cybersecurity. La differenza tra un MSP generalista e un fornitore di sicurezza gestita è in managed service provider.
Da cosa dipende il costo di un SOC gestito
Non esiste un listino unico, e un prezzo dato prima di aver visto il perimetro dice poco. I fattori che spostano il canone sono sempre gli stessi:
- Perimetro: numero di endpoint, server, utenti e ambienti cloud.
- Volume di log: quanti dati si raccolgono e si analizzano. Pesa soprattutto sulla piattaforma: Google, per esempio, offre SecOps a pacchetti basati sull'ingestione.
- Copertura: orario d'ufficio oppure 24/7 con persone.
- Profondità: solo monitoraggio e allerta, oppure anche indagine, contenimento e threat hunting.
- Piattaforma: già tua o inclusa nel servizio. Tenere separate le due voci evita sorprese al rinnovo.
- Punto di partenza: un SIEM da migrare o molte fonti da collegare da zero cambiano il lavoro di onboarding.
Il termine di paragone resta il costo di fare da sé, con i sei analisti necessari per coprire i turni. Le voci una per una sono in quanto costa un SOC gestito. La stima sul tuo perimetro la facciamo dopo l'assessment, non prima.
FAQ
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