Wiz cos'è: la cloud security che ora è di Google

Wiz è la piattaforma di cloud security acquisita da Google nel 2026: si collega al cloud via API senza agenti e ordina i rischi reali. Cosa fa e cosa cambia.

8 min di lettura
Wiz cos'è: la cloud security che ora è di Google

Punti chiave

  • Wiz è una piattaforma di sicurezza per cloud e applicazioni AI: si collega ad AWS, Azure, Google Cloud e Oracle via API, senza agenti, e ordina i rischi che formano un percorso d'attacco reale.
  • L'inventario usa permessi API in sola lettura; l'analisi dei dischi passa da snapshot temporanei e cifrati. Per il runtime serve il Wiz Sensor, componente aggiuntivo.
  • Google ha chiuso l'acquisizione l'11 marzo 2026: accordo annunciato a 32 miliardi di dollari, 29,5 miliardi contabilizzati da Alphabet dopo gli aggiustamenti.
  • Marchio Wiz e supporto multicloud confermati da Google; la novità è l'integrazione con Google Security Operations, la threat intelligence di Google e Mandiant.
  • È una piattaforma, non un servizio: perimetro, correzioni e presidio degli allarmi restano lavoro di un team, interno o gestito.

Risposta breve: Wiz è una piattaforma di sicurezza per il cloud e per le applicazioni AI. Si collega agli account AWS, Azure, Google Cloud e Oracle via API, senza installare agenti, fa l'inventario di tutto ciò che vi gira e mette in fila i rischi che si combinano in un percorso d'attacco reale. Dall'11 marzo 2026 fa parte di Google Cloud, con il proprio marchio e il supporto multicloud confermati.

Una precisazione sul nome, perché la ricerca "wiz" mescola cose diverse: qui si parla di Wiz, Inc., l'azienda di cyber security con sede a New York (wiz.io). Non della compagnia aerea Wizz Air né delle lampadine smart WiZ.

Che cos'è Wiz, in concreto

Wiz vende una piattaforma, non un servizio. Il suo compito è rispondere a una domanda che chi gestisce un cloud cresciuto in fretta si pone spesso: che cosa ho davvero in questi account, e quali di queste cose un attaccante potrebbe usare oggi?

Il blog di Google Cloud che annuncia la chiusura dell'acquisizione la descrive così: Wiz costruisce in tempo reale una mappa dell'architettura applicativa, dei permessi, dei flussi di dati e del comportamento a runtime, e su quella mappa individua esposizioni e percorsi d'attacco sfruttabili, li ordina per impatto sul business e porta la correzione alla fonte, spesso prima che l'applicazione arrivi in produzione (Thomas Kurian, blog Google Cloud, 11/03/2026).

La piattaforma è organizzata in tre prodotti, come li presenta il sito del fornitore:

  • Wiz Cloud: la visibilità e la priorità dei rischi negli ambienti cloud. È il cuore storico del prodotto.
  • Wiz Code: la sicurezza del codice e delle pipeline CI/CD, con la mappatura che riporta un rischio trovato in cloud al codice sorgente che l'ha generato e propone la correzione direttamente nel codice.
  • Wiz Defend: il rilevamento e la risposta alle minacce in esecuzione, costruito su log cloud e SaaS, segnali del Wiz Sensor e contesto di rischio.

Come funziona

1. Il collegamento via API, senza agenti

Il primo passo è collegare gli account cloud. Wiz dichiara che la connessione avviene via API in pochi minuti e copre macchine virtuali, container, funzioni serverless, servizi PaaS, repository e pipeline, senza agenti da installare e mantenere (wiz.io/platform, letta il 29/09/2026).

Qui serve precisione, perché è la domanda che fa ogni responsabile IT prima di dare un accesso. La pagina tecnica di Wiz sulla scansione agentless descrive due meccanismi distinti (Wiz Academy, Agentless Scanning Best Practices, novembre 2025):

  • l'inventario di risorse, configurazioni, rete e permessi si fa con permessi API in sola lettura;
  • l'analisi dei dischi, per cercare vulnerabilità, malware e segreti esposti, passa da snapshot temporanei e cifrati dei volumi, analizzati in un ambiente isolato. Nell'esempio AWS della stessa pagina, al ruolo in sola lettura si aggiungono permessi espliciti per creare e cancellare gli snapshot.

Quindi la formula corretta è via API, senza agenti e senza toccare i carichi in esecuzione, non tutto in sola lettura. Il ruolo si revoca quando si vuole, e questo è il dettaglio da mostrare al team che amministra il cloud.

2. Il Security Graph

I dati raccolti finiscono nel Wiz Security Graph, che mette in relazione le risorse fra loro: quale macchina è raggiungibile da internet, con quale identità gira, a quali dati può arrivare. Il valore non sta nel singolo controllo, sta nella relazione. Una vulnerabilità su un server interno isolato e la stessa vulnerabilità su un server esposto, con un ruolo amministrativo e accesso a un bucket di dati personali, non sono lo stesso problema.

3. Le combinazioni tossiche e i percorsi d'attacco

Sopra il grafo, Wiz produce una lista unica di problemi in ordine di priorità: le combinazioni di configurazioni errate, vulnerabilità, esposizione pubblica, permessi eccessivi e dati sensibili che hanno alta probabilità di essere sfruttate (pagine Platform e Wiz Cloud, wiz.io, lette il 29/09/2026). Per un team piccolo è la differenza pratica: invece di migliaia di segnalazioni, poche decine di cose da sistemare per prime. Il metodo con cui si decide la priorità di una vulnerabilità lo abbiamo spiegato in vulnerability assessment: cos'è.

4. Il runtime, con il Sensor

Per vedere e bloccare le minacce mentre accadono serve un componente in più: il Wiz Sensor, un sensore basato su eBPF che gira sui carichi. Il sito lo indica come componente aggiuntivo di Wiz Cloud e di Wiz Defend. È l'unica parte della piattaforma che si installa, e va messa in conto se l'obiettivo è la detection e non solo la fotografia del rischio.

Che cosa copre

La pagina di Wiz Cloud elenca le capacità che la piattaforma riunisce in un'unica console, e che il mercato raggruppa sotto la sigla CNAPP:

  • gestione della postura di sicurezza del cloud (CSPM), cioè le configurazioni errate;
  • gestione delle vulnerabilità su VM, container, serverless e appliance;
  • identità e permessi cloud (CIEM), con la proposta di policy a privilegio minimo;
  • sicurezza di container e Kubernetes;
  • scoperta e classificazione dei dati sensibili (DSPM);
  • postura dei modelli e dei servizi AI (AI-SPM);
  • verifica continua rispetto a framework come PCI, GDPR e HIPAA, con report per gli auditor;
  • scansione dell'Infrastructure as Code, con oltre 1.000 regole dichiarate per Terraform, CloudFormation, Kubernetes e altri formati.

Sulla penetrazione di mercato il fornitore dichiara che oltre il 65% delle aziende Fortune 100 è cliente (wiz.io/about, letta il 29/09/2026). È un dato del vendor sui propri clienti, e come tale va letto.

Wiz e Google: cosa è successo e cosa cambia

L'acquisizione

Il 18 marzo 2025 Google ha annunciato l'accordo per acquisire Wiz a 32 miliardi di dollari in contanti, soggetti agli aggiustamenti di chiusura (comunicato allegato al Form 8-K di Alphabet). L'operazione si è chiusa l'11 marzo 2026 (comunicato Google e blog Google Cloud della stessa data). Nella relazione trimestrale al 30 giugno 2026 Alphabet registra la chiusura per 29,5 miliardi di dollari, dopo gli aggiustamenti di prezzo ed esclusi gli accordi di remunerazione successivi all'operazione (Form 10-Q, nota 8). Le due cifre non si contraddicono: la prima è il prezzo dell'accordo, la seconda il valore contabilizzato.

Da allora i risultati di Wiz rientrano nel segmento Google Cloud del bilancio di Alphabet.

Cosa resta uguale

Per chi usa o valuta Wiz su un altro cloud, la domanda è una sola: funzionerà ancora? Le fonti Google sono esplicite. Il blog di Thomas Kurian scrive we will retain the Wiz brand, e aggiunge che i prodotti Wiz continueranno a funzionare ed essere disponibili sui principali cloud, fra cui Amazon Web Services, Microsoft Azure e Oracle, anche attraverso partner. Il comunicato di chiusura conferma lo stesso elenco, con Google Cloud Platform.

Wiz lo ha ripetuto a luglio: nel post sui primi sei mesi in Google, il CEO Assaf Rappaport conferma che Wiz resta una piattaforma multicloud e che la sua rete di integrazioni conta 300 integrazioni (blog Wiz, 29/07/2026).

Cosa si aggiunge

Il cambiamento sta nell'integrazione con il resto della sicurezza di Google. Il post di Google Cloud annuncia una piattaforma che combina Wiz con Google Security Operations per coprire le applicazioni cloud-native in sviluppo, build e runtime, affiancata dalla threat intelligence di Google e dall'esperienza sul campo di Mandiant Consulting. Lo stesso post spiega il senso pratico: il contesto che Wiz costruisce sul cloud lo usano anche i team di security operations, per rilevare, indagare e fermare gli attacchi in corso sui carichi critici. Per capire la parte SIEM c'è la nostra guida a Google SecOps: cos'è e come funziona.

A luglio Wiz ha indicato anche un primo prodotto congiunto, AI Threat Defense, che mette insieme Wiz, Mandiant e Google DeepMind (blog Wiz, 29/07/2026).

Che cosa Wiz non fa da solo

Una piattaforma che mostra i rischi con precisione non li chiude. Restano lavoro di qualcuno:

  1. Decidere cosa entra nel perimetro. Quali account, quali ambienti, quali team. Un collegamento parziale produce una fotografia parziale.
  2. Correggere. Wiz propone il fix e può aprire una pull request, ma chiudere una porta, ridurre un permesso o aggiornare un'immagine resta un intervento di chi amministra quei sistemi, con i suoi tempi e i suoi test.
  3. Presidiare gli allarmi. Wiz Defend rileva le minacce a runtime; qualcuno deve guardarle, anche di notte, e decidere la risposta. È la stessa scelta fra team interno e servizio gestito che si fa per il SOC, discussa in SOC interno o gestito.
  4. Mettere il cloud nel quadro più ampio. Il cloud è una parte dell'ambiente: i segnali di Wiz valgono di più letti insieme a quelli di endpoint, posta e identità, che di solito confluiscono in un SIEM. Come i rischi e le minacce rilevati da Wiz arrivano in Google SecOps lo spieghiamo in Wiz e Google SecOps: come funziona l'integrazione.

Quando ha senso nel mid-market

Dal nostro lavoro con aziende italiane, Wiz tende a ripagare quando ricorrono almeno due di queste condizioni:

  • il cloud è cresciuto su più account o più provider, e nessuno ne ha più una visione completa;
  • il team che lo gestisce è piccolo e non riesce a scorrere migliaia di segnalazioni dei tool nativi;
  • clienti, investitori o auditor chiedono evidenze su configurazioni, vulnerabilità e dati nel cloud, la situazione tipica che descriviamo in sicurezza cloud per startup e scaleup SaaS;
  • si sviluppa software in casa, quindi il legame fra codice e rischio in produzione ha un valore concreto.

Ha meno senso con un solo account piccolo e stabile, gestito da una persona che lo conosce a memoria: lì i controlli nativi del provider spesso bastano.

Quanto costa: da cosa dipende

Wiz non pubblica un listino. La pagina prezzi rimanda a una quotazione personalizzata e presenta due offerte unificate, Wiz One e Wiz Go, più moduli à la carte (wiz.io/pricing, letta il 29/09/2026). La pagina non dice su quale metrica si calcola il prezzo, quindi conviene chiederlo in fase di quotazione, insieme a una domanda precisa: se il Sensor a runtime, che è un componente aggiuntivo, è incluso.

In sintesi

Wiz si collega al cloud via API senza agenti, fa l'inventario, costruisce il grafo delle relazioni e mette in fila le poche combinazioni di rischio che portano davvero a un incidente. Con Google non cambia il perimetro, perché resta multicloud; cambia l'integrazione con Google SecOps, la threat intelligence di Google e Mandiant.

AmagisTech è partner Wiz e partner Google Cloud. Se vuoi vedere che cosa è esposto oggi nei tuoi account, ti mostriamo la fotografia del tuo cloud con Wiz, a partire da una call di 20 minuti.

Domande frequenti

Wiz è una piattaforma di sicurezza per il cloud e per le applicazioni AI. Si collega agli account cloud via API senza installare agenti, fa l'inventario delle risorse, ne mette in relazione configurazioni, vulnerabilità, permessi e dati sensibili, e mostra in ordine di priorità le combinazioni che un attaccante potrebbe sfruttare. Dall'11 marzo 2026 fa parte di Google Cloud.
Sì. Google ha annunciato l'accordo il 18 marzo 2025, a 32 miliardi di dollari in contanti soggetti ad aggiustamenti, e ha chiuso l'acquisizione l'11 marzo 2026. Nella relazione trimestrale al 30 giugno 2026 Alphabet registra l'operazione per 29,5 miliardi di dollari dopo gli aggiustamenti di prezzo. Wiz è entrata in Google Cloud mantenendo il proprio marchio.
Sì. Google ha dichiarato alla chiusura che i prodotti Wiz continueranno a funzionare ed essere disponibili sui principali cloud, fra cui Amazon Web Services, Microsoft Azure, Google Cloud e Oracle. Wiz lo ha confermato a luglio 2026 nel post sui primi sei mesi in Google.
In parte. L'inventario di risorse, configurazioni e permessi si fa con permessi API in sola lettura. L'analisi dei dischi, per cercare vulnerabilità, malware e segreti, passa invece da snapshot temporanei e cifrati analizzati in un ambiente isolato, e nell'esempio AWS della documentazione Wiz richiede permessi espliciti per creare e cancellare gli snapshot. Non si installano agenti e non si toccano i carichi in esecuzione.
Wiz non pubblica un listino. La pagina prezzi presenta due offerte, Wiz One e Wiz Go, più moduli à la carte, e rimanda a una quotazione personalizzata. In fase di preventivo conviene chiedere su quale metrica si calcola il prezzo e se il Wiz Sensor per il runtime è incluso.

Parliamo della tua sicurezza.

Una call di 30 minuti per capire la tua postura attuale e dirti, senza impegno, dove conviene intervenire prima.

Prenota una call